Arachidi arrosto

La scorsa settimana ero a Parigi ed sul Boulevard de Strasbourg , all’ altezza della fermata metro Chateau d’Eau c’era un ambulante che preparava le arachidi come generalmente si fa con le castagne.

Avrei voluto comperarle, ma ero in ritardo e per cui ho desistito.

Rientrato a Milano , con la complicità di mio figlio Daniele le ho preparate.

Farle è semplice e sono veramente gustose.

Scaldare una pentola , porvi le arachidi e cuocere fino a bruciare il guscio.

Ottime per accompagnare un bicchiere di vino corposo.

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Polenta funghi e salamelle con poca voglia

Capita a volte di non avere molta voglia di cucinare, ma dato che mangiare è una necessita, si deve far di mala sorte virtù.

Pertanto trovare un modo veloce e che ci permette di fare altro, per cucinare un qualcosa di sfizioso, vale tanto oro quanto il peso del piatto.

Ho pulito i funghi, li ho tagliati grossolanamente, e dopo averli posti in una teglia da forno, li ho conditi con pomodorini tagliati a metà, sale, pepe, prezzemolo ed abbondante olio evo.

Ho unito le salamelle e ho infornato il tutto per circa quaranta minuti a 180 gradi.

Considerata la fatica e la non voglia di applicarmi, il risultato è stato più che soddisfacente.

Tortellini panna piselli e gorgonzola

Certamente non è da effetti speciali, ma se il tortellino è giusto quant’è buono.

E poi ha il potere di farmi tornare ragazzo, cosa che non guasta. Se non sapete come farli sul blog trovate la ricetta.

Ho messo in padella, poco olio e una dose generosa di burro e ho rosolato i piselli surgelati precedentemente sbianchiti in acqua bollente.

Ho unito, i tortellini, la panna e una dose laida di gorgonzola e abbondante parmigiano.

Ho servito, d’altronde posto quello ch mango, altro non avrei potuto fare e ho completato il mio piatto con pepe nero macinato al mulinello.

Forse il vino o forse la panna, ma mi sembrava di stare negli anni 80

Polpo grigliato su crema rustica di ceci e burrata

Un piatto da grandi occasioni per il quale non potevo non utilizzare un nome composto.

Ho tagliato al coltello dei ceci, Se decidete di utilizzare dei ceci secchi, ricordate di tenerli in ammollo per una notte e di cuocerli fino a renderli morbidi, se utilizzate quelli in scatola il problema non sussiste.

Ho appassito uno scalogno finemente tritato e poi ho unito i ceci e poca acqua di governo e ho cotto fino ad ottenere una sorta di purè granuloso.

Nel frattempo ho messo a grigliare, in alternativa una piastra caldissima va benissimo, il polpo precedentemente lessato, lasciato a raffreddare nella sua acqua e poi tagliato a grossi tocchi.

Ho posto nei piatti la crema di ceci bollente, ho messo sulla crema la burrata e ho terminato con il polpo e con un filo d’olio evo a crudo.

Un po di prezzemolo avrebbe dato ulteriore colore al piatto, ma io ho preferito non metterlo, voi fate come meglio credete.

Datterino

Durante il mio ultimo, nel senso temporale, viaggio in Tunisia a fine pasto , mi è stato servito, come ammazza caffè, che io non ho bevuto, questo liquore che mi è piaciuto molto.

Così ho deciso di rifarlo, per allietare il mio palato e i miei ospiti.

Ho messo a macerare per una decina di giorni, in alcol puro a 95 gradi, quello per i liquori, dei datteri freschi.

Ho poi unito uno sciroppo di acqua e zucchero e ho lasciato riposare per altri dieci giorni più o meno.

Ho poi imbottigliato. l’ho lascerò riposare un paio di mesi, prima di servirlo.

Si gusta a temperatura ambiente, col ghiaccio od anche freddo da freezer, qui dipende dai gusti.

Ora vi do le dosi, sperando che siate arrivati in fondo alla ricetta, per ogni litro di alcol 600 grammi di datteri e per lo sciroppo da unire in seguito 1,5 litri di acqua e 600 grammi di zucchero.

Maxi trecce di grano duro con puntine di maiale al sugo

la vera cucina della massaia insoddisfatta, che non fa di me un Cuoco disperato.

In una dose non troppo generosa di olio, ho rosolato perfettamente le mie puntine, in modo da sigillarle e non avere a fine preparazione l’effetto carne bollita che è veramente poco piacevole.

Dopo la rosolatura le ho sfumate con vino rosso corposo ed ad alcol evaporato, ho unito una scatola di pelati e qualche pomodoro ramato privato di pelle e tagliato grossolanamente , un paio di spicchi d’aglio spellati e schiacciati e circa mezzo bicchiere di latte.

Ho cotto per due ore abbondanti, fino ad ottener un sugo denso e la carne morbida.

Ho con sugo e puntine condito delle maxi eliche , ma rigatoni, maccheroni e orecchiette sono formati alternativi, cosi come lo sarebbe stata la polenta.

Ho completato il mio piatto, con peperoncino, pepe nero grattugiato al mulinello e abbondante parmigiano.

Minestra di spaghetti spezzati con cime di rape e fagioli cannellini.

Dal momento che la preparazione è semplice, anche se gustosa, ho dovuto trovare un nome altisonante.

Ho mondato un mazzo di cime di rape e dopo averlo lavato e tagliato grossolanamente e naturalmente asciugato, l’ho rosolato in padella con uno spicchio d’aglio.

Ho sfumato con vino bianco ed ad alcol evaporato ho unito brodo vegetale bollente.

Ho cotto il tutto, per una ventina di minuti e poi ho unito una scatola di fagioli cannellini con tutto il loro liquido di governo.

Ho cotto qualche minuto e poi ho unito gli spaghetti spezzati.

A cottura ultimata della pasta, ho lasciato riposare un paio di minuti e poi ho servito, completando i piatti con olio evo a crudo e pepe nero.

Un po di peperoncino se vi piace mettetelo.

Se state pensando che cucino piatti da massaia, sappiate che è vero.